OMNEFEST – dal 22 SETTEMBRE 2023

1:26-28

MASSIMO MASTRORILLO

La lettura fotografica sviluppata da Massimo Mastrorillo durante la residenza a Castelfranco Veneto mostra un’analisi attenta della relazione che sussiste tra paesaggio contemporaneo ed evocazione narrativa di una storia densa di significati e di memoria. Se il frammento testimonia il carattere originario dei luoghi, le persone sono le interpreti di una società civile a servizio della produzione.

“Negli anni Novanta l’architetto Stefano Boeri aveva sottolineato come l’Italia avesse subito profondi cambiamenti del territorio, in conseguenza delle altrettanto profonde trasformazioni del tessuto sociale e dei costumi. Il Paese, ricco e poco regolato, si era costruito un territorio a sua immagine e somiglianza. Quest’analisi così severa mi ha riportato ai passi della Genesi 1,26-28: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra». Esponenziale è stata la dispersione sul territorio in nome del ‘lavoro sempre e dovunque’ specie nel Nord Est e, in particolare, nell’area di Castelfranco Veneto, una delle prime aree a industrializzarsi in questa regione. Così come esponenziale è stata la perdita di identità e la creazione della sub-cultura del ‘m’interessa solo ciò che porta guadagno’. E se il Nord geografico è la direzione verso l’estremità settentrionale dell’asse sul quale ruota la terra, questo territorio dapprima evoluto e poi involuto rappresenta la più generale involuzione del nostro Paese e della logica scellerata del profitto a qualunque costo, in una sorta di ‘loop’ al quale non ci si può sottrarre, esattamente come la Terra non può evitare di ruotare intorno al proprio asse. Poche sono le persone ritratte nel mio lavoro. Sono per lo più presenze aliene, che lasciano tracce o assenze legate a ricordi sbiaditi. La memoria è un lusso che non ci si può permettere. Delle persone che hanno fatto la storia di questi luoghi,
nel silenzio delle fabbriche, rimangono poche memorie scritte, descrizioni telegrafiche (sposata, con prole, ritardo, licenziato/a, promosso/a, defunto/a, ecc.) che ci fanno dimenticare del sudore, delle emozioni, dell’entusiasmo che hanno riempito le costruzioni asettiche e invivibili che l’industrializzazione sfrenata del secondo dopoguerra ci ha regalato. E nell’apparente deserto che ne deriva, i segni della storia convivono caparbiamente accanto ai segni di quello che ci hanno fatto credere fosse ‘lo sviluppo’, così come il talento e l’entusiasmo continuano a convivere affianco alla rassegnazione per ciò che si è perduto.” (M.M.)

Progetto realizzato nell’ambito della residenza d’artista “OMNE/WORK”, Castelfranco Veneto 31 maggio – 11 giugno 2016, esposto durante OMNEFEST (Museo Casa Giorgione, 13 ottobre – 9 dicembre 2018) e pubblicato nel volume “OMNE/WORK 2016-2018”, LetteraVentidue, Siracusa 2018.

TitoloAttivitàAutoreCategoriaCollaborazioneLuogoAnno
OMNE/WORK territorio come laboratorio
WORK
Artisti vari
Mostra
D.O.O.R. ROMA
Roma, DOOR
22-06-2019
Castelfranco e altri paesaggi. Progetti intorno alla fotografia
OMNEFEST
Artisti vari
Tavola rotonda
Castelfranco Veneto, Museo Casa Giorgione
14-10-2018
Work
OMNEFEST
Artisti vari
Mostra
Museo Casa Giorgione e Casa Costanzo, Castelfranco Veneto
13-10-2018
Working around work
OMNEFEST
Artisti vari
Mostra
Castelfranco Veneto, Meidea Atelier
12-10-2018
OMNE/WORK 2016-2018
WORK
Artisti vari
Pubblicazione
30-09-2018
1:26-28
WORK
MASSIMO MASTRORILLO
Progetto
31-07-2016
Work
WORK
Artisti vari
Residenza d'artista
Villa Parco Bolasco, Castelfranco Veneto
31-05-2016